Suburra Wiki
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Suburra è il film tratto dall'omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo.

Trama[]

Roma. Il Papa si appresta come ogni sera a cenare nell'apposita sala del Vaticano, ma sembra che un incessante dubbio lo tormenti; in seguito confida al suo segretario personale la sua intenzione di volersi dimettere.

L'orgoglioso e impulsivo Aureliano Adami, detto "Numero 8", boss criminale della zona di Ostia, picchia selvaggiamente il proprietario di uno stabile ad Ostia a cui ha appena appiccato fuoco, tentando di convincerlo a cedergli il terreno, per poi abbandonarlo inerme tra i resti in fiamme dell'edificio.

"Bacarozzo", un criminale romano appena uscito di prigione dopo una condanna ventennale, incontra in un bar il sornione e autorevole "Samurai", leggendario boss del crimine a Roma, ultimo superstite della Banda della Magliana e garante dei rapporti tra la piccola malavita romana, le famiglie mafiose del Sud Italia e la politica. Bacarozzo pretende con insistenza di tornare a fare affari con Samurai nelle sue vecchie attività criminali, ma trova da parte del boss un netto rifiuto. All'uscita dal bar, Bacarozzo viene travolto a tutta velocità da un'auto.

Filippo Malgradi, un parlamentare corrotto invischiato nella criminalità attraverso Samurai, suo vecchio amico e compagno di militanza politica durante gli anni di piombo. In Parlamento, le tensioni sono alte e Malgradi, dopo essere uscito da un dibattito, consuma in un albergo una notte di sesso e droga assieme a Sabrina giovane escort a cui spesso si rivolge, e ad un'altra prostituta minorenne. Quest'ultima muore per un'overdose di crack, e Sabrina, spaventata, si trova costretta a chiamare "Spadino", fratello minore di Manfredi Anacleti, capo del clan malavitoso zingaro Anacleti. Spadino occulta il cadavere gettandolo in un lago artificiale nei dintorni di Roma.

La mattina seguente, Spadino ricatta Malgradi pretendendo un guadagno in potere e denaro. Il politico chiede allora a un collega di partito, l'on. Rognati detto "Rogna", di contattare qualcuno per spaventare il giovane e farlo desistere dal suo intento. La sera stessa Numero 8 incontra Spadino fuori da un night club alla periferia di Roma per spaventarlo. Spadino non si fa intimidire e viene pugnalato alla gola in uno scatto d'ira di Numero 8.

Nel frattempo, Sebastiano, un timido e nervoso organizzatore di eventi, ha un incontro molto teso con suo padre in un bar sul Lungotevere. Dopo essersi congedati ed essere usciti dal bar, il padre si suicida gettandosi da Ponte Vittorio.

Il giorno dopo, Sebastiano viene portato al cospetto di Manfredi, capo del clan zingaro Anacleti e fratello maggiore di Spadino; il boss lo informa dei pesanti debiti che il padre aveva contratto con lui e ne esige immediatamente la restituzione: Sebastiano è costretto a cedere la propria abitazione, la propria auto e soprattutto la lussuosa villa della sua società in cui organizza gli eventi notturni, sua fonte di guadagno.

Sabrina, sentendo al telegiornale della morte di Spadino, teme per la sua stessa incolumità. Nel frattempo, Samurai si incontra con Filippo Malgradi chiedendogli delucidazioni sull'omicidio di Spadino, e il parlamentare gli spiega che non era sua intenzione far uccidere il ragazzo ma solo spaventarlo, inoltre nega categoricamente l'intenzione di far del male a Sabrina.

Malgradi riceve la visita del Samurai, il quale gli chiede/impone di ampliare un progetto di legge sulla riqualificazione delle periferie (del quale Malgradi è promotore) fino alla zona di Ostia, in cambio di denaro e protezione dalla probabile vendetta di Manfredi.

Alla stazione Tiburtina, Malgradi incontra Sabrina, le assicura di non essere il mandante dell'omicidio e le consiglia di non tornare a casa. Sabrina si reca a casa di Sebastiano, di cui è amica (essendo una frequentatrice del suo locale), e con lui si confida, rivelandogli il nome dell'assassino di Spadino.

Numero 8 riceve una visita da Samurai, il quale gli rimprovera l'omicidio, che, essendo Spadino affiliato ad un clan rivale, potrebbe causare una guerra di mafia e rovinare un progetto speculativo cui partecipano le famiglie mafiose del Meridione. Numero 8 però è restio alla sottomissione, poiché non intende avere legami con i clan mafiosi del sud ai quali un tempo era legato suo padre.

Sebastiano comunica sotto minaccia il nome dell'assassino di Spadino a Manfredi, sperando in un atto di clemenza del boss.

Il giorno seguente, Numero 8 è in un supermercato di Ostia a riscuotere il "pizzo" insieme alla fidanzata tossicodipendente Viola, ed è li che Paja, Fieno e Pepe, tre affiliati rom di Manfredi, cercano di uccidere il giovane boss, che viene solo ferito riuscendo a sfuggir loro.

All'indomani Samurai si incontra con il cardinale Berchet, il quale gli assicura, dopo aver ricevuto una velata minaccia da parte del criminale e la promessa di una quota più elevata nell'affare, che farà sbloccare i fondi, depositati nello IOR, necessari per ricompensare Malgradi e gli altri politici coinvolti.

Al sicuro in un molo, Viola e gli uomini di Numero 8 propongono vendetta verso il clan degli zingari, ma il boss rifiuta. In seguito Viola e Mirko (guardiaspalle di Numero 8), all'insaputa di Numero 8, uccidono gli attentatori della sera precedente in un centro benessere.

Manfredi riesce ad arrivare a Sabrina attraverso Sebastiano, che durante la messa funebre del padre è costretto a consegnargli le chiavi di casa sua dove è ancora ospite Sabrina, la quale viene così costretta a rivelare al boss il nome del politico per cui aveva "lavorato" quella notte.

Manfredi, ancor più desideroso di vendetta (gli affiliati uccisi erano suoi fratelli), si incontra con Samurai, che gli impone di desistere in quanto Numero 8 è importante nella trattativa di Ostia.

Saputo di Malgradi, Manfredi si fa spiegare da Sebastiano in cosa consiste il progetto di Ostia: il progetto, chiamato Waterfront, dovrebbe trasformare il litorale ostiense in una sorta di Las Vegas; le speculazioni immobiliari attorno alla sua realizzazione saranno numerosissime, fornendo a chi entrerà nel progetto un'ottima occasione per arricchirsi enormemente.

Manfredi decide di applicare la sua vendetta in modo differente e di ricattare Malgradi. Entrando di notte in casa dell'onorevole, e obbligando Sebastiano a venire con lui per aiutarlo a raggiungere un accordo, minaccia il parlamentare facendosi inserire nell'affare Waterfront e pretendendo il 20% dei guadagni. Il politico è costretto ad accettare, ed il suo figlioletto sarà affidato come prigioniero a Sebastiano, totalmente in balia degli eventi, che deve tenerlo legato e bendato in casa sua.

Numero 8, profondamente arrabbiato con Viola, riceve la visita di Samurai, intenzionato a mantenere una pace tra clan: pretende parte delle sue future quote del progetto come risarcimento a Manfredi, e Viola, da "consegnare" agli Anacleti.

Numero 8 rifiuta categoricamente queste due offerte, insultando velatamente Samurai.

La mattina seguente, Samurai ed un altro sicario sopraggiungono silenziosamente nel capanno dove si nasconde Numero 8 e lo uccidono a sangue freddo assieme ai suoi uomini; Viola, inebetita dall'eroina che ha appena assunto, può solamente osservare disperata tutta la scena, riuscendo però a nascondersi in una botola del capanno, sfuggendo così a Samurai.

In Parlamento, la legge riguardante Ostia è riuscita a passare. A questo punto Manfredi dà l'autorizzazione a Sebastiano di riportargli il figlio del politico così da restituirlo al padre.

L'organizzatore di eventi si aspetta che il boss, avendo lui eseguito tutti i suoi ordini, gli riconsegni la villa, ma l'uomo continua a trattarlo sgarbatamente e a tergiversare sull'argomento. Sebastiano si innervosisce e dopo aver dato una spinta al boss viene picchiato da Manfredi Anacleti, che lo abbandona incosciente per strada. Sebastiano, in serata, tende un agguato a Manfredi, lo tramortisce e dopo averlo immobilizzato lo rinchiude nella gabbia del suo feroce pitbull lasciandolo sbranare dal cane.

Quella stessa sera, i politici del partito di Malgradi, intenti nei festeggiamenti per l'approvazione della legge, ricevono un messaggio nel quale viene comunicata la caduta del Governo. Nel frattempo un amico avverte Malgradi che la magistratura sta per aprire un'inchiesta su di lui per la morte della giovane prostituta. Malgradi corre verso Palazzo Chigi, passando in mezzo ad una folla di manifestanti che inveiscono contro il governo e trovandosi poi a rincorrere vanamente l'auto del Presidente, ormai impossibilitato a farsi rieleggere.

Dopo una visita affettuosa all'anziana madre, Samurai viene sorpreso sul pianerottolo dell'abitazione da Viola, lui le dice che vuole farle una proposta ma Viola risponde: "La prossima volta." Infine lo fredda crivellandolo di colpi.

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